Perché Bit2Ebit: dal BIT all’EBIT

Dal BIT all'EBIT: due etichette unite da una freccia.

BIT2EBIT nasce da una distanza che sulla carta sembra minuscola: una sola lettera. Nella vita reale, quella distanza può richiedere anni.

Il BIT è una delle unità elementari del mondo digitale: informatica, elettronica, telecomunicazioni. L’EBIT — Earnings Before Interest and Taxes — appartiene invece al linguaggio della redditività d’impresa.

Quando nel 2006, da dottorando in Ingegneria dell’Informazione all’Università di Pisa, ho fondato insieme a quasi tutto il mio gruppo di ricerca uno spin-off accademico, non stavo semplicemente cambiando mestiere. Stavo iniziando a passare da un sistema di valori a un altro.

La tecnologia non era il problema

Il problema era imparare che una soluzione tecnicamente elegante non è automaticamente una soluzione che il mercato desidera. Che una domanda scientificamente interessante non è sempre un problema economicamente rilevante. Che approfondire può essere una virtù, ma scegliere e semplificare spesso è ciò che permette a un’impresa di sopravvivere.

Nel 2008, finito il dottorato, sono diventato amministratore delegato dello spin-off. Da lì il passaggio dal BIT all’EBIT è diventato quotidiano: clienti, persone, priorità, vendita, organizzazione, margini, responsabilità.

Perché scriverne adesso

Perché molti studenti, PhD e ricercatori continuano ad affrontare lo stesso salto. Arrivano con competenze straordinarie e una cultura che li ha allenati a capire problemi complessi in profondità. Poi scoprono che costruire un’azienda richiede anche un altro tipo di intelligenza.

Bit2Ebit vuole raccontare proprio quel passaggio. Non come manuale definitivo e non come collezione di storie di successo ripulite a posteriori. Voglio parlare di attriti, errori, convinzioni da disimparare e decisioni che fanno la differenza.

Se c’è una tesi dietro questo progetto è semplice: il DNA accademico è un patrimonio enorme, ma per trasformarlo in impresa bisogna imparare a usarlo senza diventarne prigionieri.

Questo è l’inizio. Dal BIT all’EBIT, una decisione alla volta.

Continua il percorso

Un buon founder tecnico impara a cambiare prospettiva.

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